Comune di Marcianise (CE)

Medioevo

Stemma Comune di Marcianise
Medioevo
Marcianise entra nella storia del territorio di questa parte di Terra di Lavoro, come entità urbana, solo in epoca medioevale: infatti secondo lo Iannelli la prima citazione della città è contenuta in un documento di archivio del 1052, riportato da Leone Ostiense nella sua "Storia del Monastero di Montecassino".Questa fonte, al di là della citazione specifica della città, appare importante in quanto definisce il contesto territoriale della località, ma anche la sua configurazione giuridica, come parte di possedimenti in mano a nobili longobardi, in un momento cruciale della storia della Longobardia minore che sta per essere assoggettata alla dominazione normanna.

Molto difficile per queste epoche determinare il contesto urbano della città, tuttavia sfruttando le poche fonti e le altrettante poche notizie certe si può affermare che la forma della città in questa epoca alto-medioevale dovette essere di natura castrense, quale luogo fortificato: nelle carte del tempo il territorio urbano di Marcianise è difatti definito come "castrum" per tutti i secoli XIII e XIV, mentre l'intera area doveva essere centro di un insediamento di una qualche consistenza se nell'area di sua pertinenza esistevano ben dieci chiese.

E' pensabile dunque che Marcianise dovesse porsi come luogo centrale fortificato di una serie di insediamenti rurali o borghi che gravitavano intorno al Castello, tutti provvisti di chiese.
Un evidente ricordo di tale forma castrense di Marcianise è nello stemma, dove è raffigurata una sentinella dinanzi ad un Castello a tre torri.

Così dopo una sicura dominazione longobarda ed una breve dominazione normanna (non dimentichiamo che normanna è l'origine dell'antica città di Aversa), Marcianise divenne direttamente dipendente dagli Arcivescovi di Capua, che vi esercitarono un dominio molto simile a quello feudale fin dall'inizio del XIII secolo.
Un ricordo di tale natura giuridica rimane ancora attualmente nel fatto che le più antiche chiese di Marcianise appartengono alla diocesi di Capua, mentre le chiese di diocesi "casertana" furono, per così dire, cedute nel 1113 al nuovo Vescovo dall'Arcivescovo capuano Senne, che ne riservò alcune per sè. Per quanto riguarda Marcianise, tenne le chiese che tuttora fanno parte della gloriosa arcidiocesi capuana.

Il dominio sul Castello di Marcianise viene esercitato dagli Arcivescovi di Capua che lo detengono, insieme ad altri centri dell'antica Terra di Lavoro, in regime feudale fino al 1390.
Le condizioni di Marcianise a questa epoca non sono dissimili dagli altri centri sottoposti a tutela feudale, ancorchè di carattere religioso; la popolazione del Castello di Marcianise, in questo periodo, non doveva superare il migliaio di persone residenti.

Nei primi decenni del 1400 Marcianise conobbe un periodo triste, caratterizzato da numerosi fatti d'arme legati alle torbide vicende connesse con la successione del regno di Napoli nei decenni che preparano il cambio di dinastia dagli Angioini agli Aragonesi.
Questo tormentato periodo si concluse alla fine con la caduta di Marcianise, legata al partito di Renato d'Angiò, ad opera di Alfonso d'Aragona, che prese Marcianise e vi sostò più giorni prima di marciare su Napoli nel 1436.

L'avvento della nuova dinastia aragonese a Napoli vede anche la modifica del regime giuridico di Marcianise, fino ad allora, feudo degli Arcivescovi di Capua: adesso Marcianise diventa Casale di Capua, città autonoma e demaniale, e viene retta da una rappresentanza elettiva, che, dal dominio degli Arcivescovi di Capua, passa, diventando Casale di Capua, sotto quello della Municipalità, sempre di Capua, che ebbe quindi a dominare la città, attraverso i suoi "eletti", con la supervisione del "capitano" della stessa città di Capua. In pratica all'amministrazione ecclesiastica si sostituisce quella civile, ma Marcianise continua a mantenere vincoli e, in qualche misura, dipendenza da Capua. Dal 1503 al 1506 Marcianise fu posseduta in dominio feudale dal nobiluomo napoletano Andrea de Capua, duca di Termoli, che l'aveva ricevuta in concessione dal vicerè di Napoli, don Consalvo di Cordova: durante il periodo di governo del de Capua vennero effettuate importanti migliorie al Castello e alle sue fortificazioni.

A quest'epoca abbiamo la possibilità di documentare sia pure per via indiretta e con qualche approssimazione la popolazione di Marcianise che nel 1504, durante la signoria del Termolano, come anche veniva chiamato Andrea de Capua, risulta di circa duemila persone
Un altro indizio indiretto, ma sicuro, dell'importanza di Marcianise si evince anche dal costante interesse manifestato da Capua che pose in essere ogni tipo di iniziativa per conservare il controllo di Marcianise e durante il periodo della signoria del duca di Termoli la città di Capua non si rassegnò affatto alla perdita di Marcianise, al punto tale da inviare il suo più nobile cittadino, Ettore Fieramosca, il vincitore della famosa disfida di Barletta, in Spagna presso il re Ferdinando, per riottenere il possesso di Marcianise e quindi la sconfessione dell'operato del vicerè di Napoli: cosa che l'illustre capuano riuscì ad ottenere.

Tuttavia solo a partire dal 1506 Capua venne di fatto reintegrata nei suoi diritti.Dai primi del '500 e per tutto il '600 la condizione giuridica di Marcianise non mutò nonostante i frequenti tentativi operati dal popolo di Marcianise di sganciarsi dalla soffocante tutela capuana, con atti anche di forza, oltre che con una lunga controversia giuridica. Capua difese sempre i suoi diritti su questa città.

Il XVI secolo costituisce un momento particolarmente felice della storia di Marcianise che accresce sensibilmente la sua importanza e la sua stessa consistenza demografica ed urbanistica.

Negli anni 1647 - 1648 Marcianise fu investita di nuovo da varie turbolenze legate questa volta alla rivolta di Masaniello e per tutto il periodo in questione scontò, come l'intero Mezzogiorno, gli effetti nefasti dell'esoso fiscalismo spagnolo. La sua popolazione intorno a questi anni oscillava sulle 7.000 unità.

La dominazione della città di Capua su Marcianise cessò nel 1734, con l'instaurarsi della dinastia borbonica nel Regno di Napoli con Re Carlo III.

Importante in questo scorcio di fine secolo l'allacciamento di Marcianise all'acquedotto carolino, attraverso l'utilizzo dell'acqua che alimentava, come alimenta, l'imponente cascata della Reggia di Caserta, concessa a Marcianise nel 1791, anno in cui venne eretta, a ricordo della concessione reale, la monumentale fontana di piazza Umberto I, allora semplicemente piazza del Mercato, di cui fu autore Gaetano Barba, allievo di Vanvitelli.

Con la riorganizzazione amministrativa del Regno di Napoli di Giuseppe Napoleone nel 1806 Marcianise venne a far parte del circondario di Capua e con il successivo riordinamento amministrativo di Gioacchino Murat del 1809 veniva nominata capoluogo di una delle quattro giurisdizioni di pace nelle quali era ripartito il circondario di Capua. Della giurisdizione di Marcianise facevano parte i centri di Capodrise, S. Nicola la Strada, Masserie (oggi S. Marco Evangelista), Recale, Portico, Caturano,Macerata, Casalba, Trentola e Loriano. Nel 1811 sempre Gioacchino Murat elevava Marcianise a capoluogo di circondario (distretto di Capua), assegnandole i seguenti centri: Macerata, Caturano, Casalba, Recale, Portico, Musicile, Masserie, Capodrise, S. Nicola la Strada. Quest'ultima suddivisione amministrativa venne successivamente riconfermata da Ferdinando IV nel 1816.

Condividi questo contenuto

- Inizio della pagina -

Il portale del Comune di Marcianise (CE) è un progetto realizzato da Internet Soluzioni S.r.l. con il CMS ISWEB ®

Privacy - Note legali - Responsabile del procedimento di pubblicazione - IBAN

Sito conforme W3C Css 2.0 Sito conforme W3C XHTML 1.0 Sito realizzato con tecnologia php Base dati su MySql
Il progetto Comune di Marcianise (CE) è sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni Srl www.internetsoluzioni.it